Con le Istituzioni Repubblicane, sempre.

La Segreteria Provinciale del Partito Democratico di Lecce esprime vicinanza e solidarietà al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per l’attacco che da una parte del mondo della rappresentanza politica è stato a Lui rivolto per il legittimo e sacrosanto esercizio dei poteri a Lui attribuiti dalla nostra Costituzione, diritti indiscussi che da sempre nella storia repubblicana hanno avuto applicazione, senza opposizione alcuna, dalla Presidenza della
Repubblica, figura di compostezza, di terzietà, simbolo vero dell’unità della Nazione.

Questa operazione di mera speculazione politica a danno delle nostre istituzioni, pretestuosa quanto mai pericolosa, impone al nostro partito un contatto più vicino con la base ed uno sforzo dei singoli circoli per mantenere alta la difesa degli istituti democratici della nostra Repubblica.

Consci che il lavoro da fare per ridare credibilità alla politica sia tanto, siamo altrettanto convinti che la tutela e la difesa dell’Istituto della Presidenza della Repubblica, incarnato dal Presidente Mattarella, sia punto imprescindibile a cui noi si può rinunciare.

La storia ci insegna che fasi così delicate delle economie del mondo, estreme, sono il momento perfetto in cui posso prendere corpo gli interessi politico-elettorali più biechi, a danno del tessuto sociale ed economico di uno stato.

Difendiamo la Repubblica, difendiamo le sue Istituzioni.

 

Per la Segreteria Provinciale della Federazione di Lecce
Il Segretario Provinciale
Ippazio Antonio Morciano.

Il PD provinciale rende omaggio ad Aldo Moro

""A quarant’anni dal sacrificio di Aldo Moro si mostra attualissimo il suo pensiero, quello che lo coinvolse in modo pieno fino fino alla morte, negli anni più bui della nostra storia repubblicana.
Abbiamo bisogno più che mai di ricordare Aldo Moro come l’uomo che visse il suo ruolo negli istituti democratici come una vera e propria missione, in modo quasi mistico, tenendo a mente che vi era bisogno di unità oltre le barricate e gli steccati, oltre le divergenze, oltre le ideologie contrapposte. Lo fece consapevolmente, contro il conservatorismo e le paure di molti dei suoi compagni di partito, contro la ferocia degli estremisti di destra e di sinistra.
Nel momento in cui oggi si rischiano derive che ci allontanano dai valori fondamentali di una democrazia, il rispetto della persona umana, il rispetto del lavoro dell’uomo, il lenimento delle sofferenze degli ultimi, bisognerebbe rileggere Aldo Moro e considerare -cito testualmente le sue parole- “L’esperienza politica come esigenza di realizzare la giustizia nell’ordine sociale, di superare la tentazione del particolare per a- ttingere valori universali, .... coinvolta dunque nello sforzo di fare, mediante il consenso e la legge, l’uomo più uomo e la società più giusta”.
Linguaggi rari, stili pressoché unici, aspirazioni di un leader nazionale assolutamente introvabili. Le riflessioni di un cattolico riformista, oggi ancora, rivoluzionarie.
Bene se ha un senso il sacrificio di Moro, a 40 anni dalla sua barbara uccisione, dobbiamo pensare a lui come modello di pacatezza, di studio umile e silenzioso, di comunicazione non gridata e improvvisata, di integrità, di adesione totale alle sue idee di libertà fino alla morte.
Il Salento che Gli diede i natali, l’Italia tutta, ha bisogno di far rivivere Aldo Moro oggi più che mai.""
 
Ippazio Morciano per la Federazione del Partito Democratico della Provincia di Lecce